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In natura sono davvero pochi i fiori che si possono definire blu: per lo più si tratta di sfumature del viola e dell’indaco...
Non v’è dubbio ormai che gli studi di genetica siano applicati anche all’agronomia, nella ricerca di nuove varietà atte a soddisfare le esigenze dell’uomo. Nell’ambito della floricoltura, si selezionano quelle che ci permettono di ottenere fiori dagli steli più lunghi, dritti e resistenti, dai boccioli più grossi, dai colori inusuali, fino alla miglior resistenza del fiore, una volta reciso. Ma per quanti studi ed incroci siano stati fatti, ancora non è stato possibile “creare” la rosa blu.
Dunque, quelle che troviamo in commercio, altro non sono che rose bianche a cui, appena recise, è stato fatto assorbire del colorante blu. Mettendo in acqua queste rose, potrete notare come questa, diventi azzurra: è il colorante che fuoriesce dallo stelo. Infatti, attraverso i vasi linfatici, il colorante penetra non solo nel fiore, ma anche nello stelo e nel fogliame. È consigliato pertanto di maneggiarle con attenzione: basta una foglia rotta per macchiare capi di vestiario e tessuti.
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